Come funziona la Dieta Scarsdale: opinioni e menù

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Tra le diverse diete lampo di cui abbiamo parlato, non potevamo dedicare uno spazio alla dieta Scarsdale. Un regime alimentare molto rigido e che deve essere rispettato alla lettera proposto dal Dr. Herman Tarnower nel 1950.  Il medico statunitense mise a punto questa dieta lampo per curare i suoi pazienti cardiopatici che avevano necessità di perdere peso velocemente.

Questa dieta, data la rigidità, promette di far perdere fino a mezzo chilo al giorno, proprio per questo si raccomanda di non superare le due settimane di dieta Scarsdale.

L’apporto calorico della dieta Scarsdale è molto basso, siamo intorno alle 800 – 1000 kcal, proprio per questo il dimagrimento è così veloce. Inoltre, tra le diete lampo, è quella con minor apporto di carboidrati.

In cosa consiste la Dieta Scarsdale?

La dieta Scarsdale è un piano alimentare a bassissimo apporto calorico. I carboidrati sono presenti in minima quantità ed il rapporto proteine/grassi è stabilito con precisione. E’ fondamentalmente una dieta da seguire per un determinato lasso di tempo, quindi non in fase di mantenimento del peso,  ed assicura un calo ponderale che può arrivare fino a 10 kg in due settimane. L’apporto calorico riferito ad una donna adulta varia tra le 650 e la 1000 kcal al giorno, con una ripartizione nutrizionale del 43% riservato alle proteine, 34.5% per i carboidrati ed il 22.5% riservato ai grassi.

Come si esegue?

La dieta Scarsdale è pensata, come abbiamo detto, per un periodo che va dai 7 ai 14 giorni, non di più. A questo periodo di rigidità deve necessariamente seguire un periodo di pausa di almeno due settimane, dopo di che si può iniziare con un altro ciclo. In tutto l’arco della durata della dieta è indispensabile bere almeno 4 o 5 bicchieri d’acqua che corrispondono a circa un litro e mezzo o due. Ciò si rende necessario affinché l’organismo riesca ad eliminare tutte le scorie derivanti da una dieta proteica come appunto è la Scarsdale.

La caratteristica della dieta Scarsdale, come abbiamo detto all’inizio, è la rigidità. Con questo termine però non si intende la rigidità nel calcolo delle calorie, piuttosto nel numero dei pasti giornalieri. In questo piano alimentare sono previsti infatti solo 3 pasti: la colazione, il pranzo e la cena. Sono pertanto eliminati tutti gli spuntini, sia al mattino che al pomeriggio. Sono ammesse sporadiche eccezioni nel caso in cui si sia presi da forti attacchi di fame che possono venire placati con una carota o una costa di sedano.

Altra caratteristica della dieta Scarsdale è la presenza del pompelmo. Questo agrume può essere considerato il fulcro della dieta e lo troviamo nella misura di 18 porzioni in totale divise in 14 nella prima colazione e 4 come fine pasto a pranzo o a cena.

Altro principio fondamentale è l’assenza totale di bevande alcoliche durante tutto il ciclo della dieta. Inoltre i le carni come pollo e tacchino devono essere mangiate tassativamente prive di pelle.

Dieta Scarsdale – cosa si può mangiare?

Nella dieta Scarsdale, come abbiamo avuto modo di intuire, i cibi ammessi sono tutti quelli ricchi di proteine che possiamo schematizzare in questo modo:

Cibi sì

  • carne, sia rossa che bianca, magra e rigorosamente priva di grasso
  • uova
  • formaggi light
  • verdura
  • frutta

Il condimento per le verdure permesso è il limone o l’aceto oppure la vinagrette e la senape.

Tra le bevande permesse troviamo tutte le tisane drenanti, caffè e the, tutti rigorosamente senza zucchero.

Per quanto riguarda invece i cibi non permessi, la dieta Scarsdale è molto ferrea e non ammette eccezioni. Ci sono difatti alcune tipologie di alimenti che non combaciano con i principi fondamentali e quindi vanno eliminati.

Anche in questo caso schematizziamo per rendere più chiaro il concetto.

Cibi no

  • pasta
  • riso
  • patate
  • legumi con un alto valore glicemico
    • lenticchie
    • piselli
    • fagioli
  • condimenti grassi come:
    • panna
    • burro
    • olio
  • tutte le bevande gassate o zuccherate
  • alcool

Il menù giornaliero della dieta Scarsdale deve essere seguito alla lettera, non sono ammessi strappi di alcun genere, è solo possibile invertire i menù dei pasti giornalieri scambiando ad esempio il lunedì con il martedì.

Dieta Scarsdale – menù tipo

Per rendere più comprensibile e pratico ciò che abbiamo appena detto, proviamo a mettere in pratica i principi della dieta Scarsdale buttando giù un menù tipo giornaliero.

Colazione

Mezzo pompelmo, una fetta media di pane proteico, the o caffè senza zucchero

Pranzo

Carne magra mista a scelta tra pollo, tacchino, vitello o manzo (magrissimo), pomodori grigliati o in umido, concludere il pranzo con una tazzina di caffè o una tazza di the, naturalmente senza zucchero.

Cena

Pesce magro o crostacei cucinati alla griglia senza l’aggiunta di condimenti, insalata di verdure crude miste con pomodori, una fetta di pane proteico tostato, un frutto e per concludere, anche per cena è possibile assumere un caffè o del the senza zucchero.

In conclusione

Dopo questo approfondito esame sulla dieta Scarsdale possiamo dire che sicuramente riesce a far raggiungere i risultati promessi, il dimagrimento ci sarà ed anche evidente. Quello che però lascia scettici molti nutrizionisti che non condividono questa dieta lampo è l’alternanza del periodo di rigidità al periodo di risposo che necessariamente deve esserci. La loro preoccupazione sta nel fatto che una simile alternanza non fa altro che mettere in moto il cosiddetto effetto yo-yo e quindi la perdita di peso è solo temporanea e non risolutiva.

Come sempre diciamo, chiunque decida di fare una dieta lampo deve essere consapevole che i risultati arriveranno sì in fretta ma altrettanto in fretta torneranno le condizioni precedenti alla dieta. La scelta di una dieta lampo è sicuramente indicata per perdere pochi chili e subito, non certo per curare gravi sovrappesi o obesità.

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